LETTERA APERTA
Al Presidente
On. Luciano Violante
Egr. Prof. Violante
Con la presente il “Comitato per
l’Abbadia” intende porre alla Vs. attenzione il profondo disagio che la
cittadinanza di Colle di Val d’Elsa e del quartiere residenziale l’Abbadia
manifesta verso la costruzione del Centro Culturale Islamico in detta località
nel Comune di Colle Val d’Elsa (SI).
Il nostro dissenso nasce dal fatto che
questo quartiere, - che rimane oramai uno dei pochi parchi verdi del comune
colligiano-, diverrà presto oggetto di selvaggia cementificazione, creando così
nella popolazione disapprovazione e rabbia per un progetto di inserimento
culturale in cui la stessa cittadinanza non ha mai potuto essere parte veramente
coinvolta.
Di più, questa estromissione ha generato un impatto psicologico di
malcontento diffuso e generalizzato che si esprime in forza del nostro Comitato.
A tale proposito vorremmo sottoporLe quelli che, a nostro parere,
rappresentano i punti di contrasto del progetto di realizzazione del Centro
Culturale Islamico che si evincono dalla Delibera Comunale n.111 del 30.12.2003
e su cui il nostro Comitato esprime dubbi, perplessità e non di meno
incredulità:
1) nella delibera emerge una evidente contraddittorietà dato che
si parla confusamente di moschea e di centro culturale islamico, concetti questi
che, nella nostra legislazione non combaciano;
2) è stato concesso il diritto
di superficie non alla Comunità di Musulmani di Colle Val d’Elsa, ma alla
Comunità “Siena e Provincia”, con ciò servendo un bacino d’utenza non solo
locale, ma anche provinciale e regionale: si consideri che gli immigrati che
vivono a Colle Val d’Elsa al 01.01.2004 sono circa 1203 e solo 330 sono
potenziali musulmani;
3) nel corso di incontri che la popolazione residente
ha tenuto con il Sindaco Sig. Spinelli, la stessa ha apertamente manifestato la
propria volontà ad utilizzare il terreno per fini diversi e soprattutto la
propria perplessità per la costruzione di un centro islamico, dato che in tutto
il quartiere non abitano musulmani: del nostro dissenso non c’è menzione alcuna
nella delibera;
4) i nostri dubbi derivano anche dal fatto che l’area in
questione, precedentemente alla Variante al Piano Regolatore, era Parco verde:
con la Variante è stata trasformata in Area edificabile: di più, per facilitare
la costruzione del Centro, dovranno essere ulteriormente espropriati alcuni
terreni confinanti, per costruire parcheggi e una strada, con ciò determinando
un evidente aumento del traffico, fattore pericoloso data la vicinanza di
impianti sportivi frequentatissimi;
5) vi sono perplessità quando si legge
che la Comunità dei Musulmani viene assimilata ad Associazioni di promozione
sociale, o ad Associazioni di Volontariato o addirittura ad ONLUS!!
Quello che però ha lasciato la nostra comunità stupefatta è il
fatto che una Amministrazione abbia voluto imporre la costruzione di un Centro
culturale, opera ad oggi sconosciuta sia sul territorio che nella nostra
mentalità, senza prendere in nessuna considerazione la volontà della Sua
cittadinanza.
La condivisione degli obiettivi rimane l’unica vera strada da
seguire per portare avanti una percorso così delicato e per tale motivo non
crediamo che l’imposizione dall’alto possa risolvere il problema: tutt’altro
contribuirà a rafforzare i malumori e gli scontri che al momento sono solo
nell’aria.
L’esperienza maturata “sul campo” della raccolta delle firme ci ha
fatto comprendere come la popolazione sia totalmente all’oscuro del Progetto del
Comune e manifesta per questo disagio e stupore mentre ci ascoltano leggere loro
i contenuti della delibera.
Un altro aspetto grave è il fatto che oramai
stiamo riscontrando un allontanamento sempre più forte della base elettorale dal
Vertice istituzionale; questo contribuirà a far disaffezionare la popolazione
dalle Istituzioni e dagli strumenti che ancora oggi garantiscono una vita
democratica. La fiducia nelle Istituzioni è un profilo che Lei con il Vostro
partito avete sempre cercato di trasmettere ai Vostri Elettori.
Ebbene noi ci
siamo sentiti messi da parte in questo frangente: le Istituzioni si sono
totalmente disinteressate della nostra volontà: ne è prova il fatto che ancora
oggi nel 2004 il Comune di Colle Val d’Elsa non ha ancora adottato il
Regolamento per lo strumento del REFERENDUM!!!
Per questo motivo l’iniziativa
che abbiamo intrapreso della petizione popolare ha come obiettivo quello di
“fare una volta per tutte aprire gli occhi agli Amministratori locali”: forti e
fastidiose sono infatti le pressioni politiche e psicologiche che il nostro
gruppo sta subendo per il solo fatto di voler esercitare un DIRITTO che la
nostra Costituzione ci riconosce…. Forse sarebbe stato più opportuno e
“democratico” da parte dell’Amministrazione coinvolgerci nel progetto!
Troppo
rapido e “comodo” accusarci di razzismo senza ascoltare le nostre
rimostranze!!
Per quanto riguarda i fatti le sottoponiamo alcune statistiche che possono far riflettere.
ELEZIONI POLITICHE CAMERA DEPUTATI SISTEMA PROPORZIONALE
2001
|
Ulivo |
Bonino |
DEMEUR |
Casa delle Libertà |
Di Pietro |
voti validi |
bianc. |
nulle |
votanti |
elett. |
Petizione firme | |
|
Badia Sud |
486 |
13 |
8 |
136 |
14 |
657 |
19 |
8 |
684 |
752 |
Non ancora ultimata |
|
% |
73,97 |
1,98 |
1,22 |
20,70 |
2,13 |
96,07 |
2,78 |
1,17 |
90,96 |
||
|
Badia Nord |
533 |
12 |
7 |
116 |
10 |
678 |
10 |
6 |
694 |
761 | |
|
% |
78,61 |
1,77 |
1,03 |
17,11 |
1,47 |
97,69 |
1,44 |
0,86 |
91,20 |
||
|
Totale |
1019 |
25 |
15 |
252 |
24 |
1335 |
29 |
14 |
1378 |
1513 |
circa
800 |
Come ben si vede le firme finora raccolte vanno oltre gli
schieramenti partitici. Questo significa che quando le persone vengono informate
su una questione, per fortuna, rispondono obiettivamente. In qualche modo
neanche può affermarsi che si tratta di uno schieramento bipartisan considerato
che non abbiamo avuto il tempo di chiedere agli opposti schieramenti di
influenzare la raccolta medesima. Il Comitato, per una scelta ben precisa e
consapevole, non ha voluto neanche effettuare alcuna campagna stampa informativa
o altro. Di conseguenza, queste sono firme spontanee, tra l’altro, raccolte
senza un’organizzazione stabile.
Questi risultati ci spingono a riflettere e
incoraggiano la nostra volontà a dissentire da scelte che, a nostro parere,
appaiono non in linea con l’intendimento della generalità degli individui che
abitano a Colle:questi sono i dubbi che più frequentemente ci sottopongono:
? la località concessa era ed è parco pubblico;
? tale località deve
essere al servizio reale degli abitanti del quartiere;
? a livello
urbanistico ed ambientale la struttura che si vuole effettuare non si integra
minimamente con le altre costruzioni;
? la strada che si vuole realizzare
intaccherebbe inevitabilmente querci secolari;
? comunque, la costruzione
verrebbe collocata a distanze troppo a ridosso delle abitazioni e, sicuramente,
creerebbe forti tensioni sociali in quanto le loro consuetudini religiose
contrasterebbero con le abitudini quotidiane degli abitanti;
? i m.quadri
concessi edificabili sono uno sproposito rispetto al fabbisogno locale;
? la
viabilità conseguente crescerebbe inevitabilmente in quanto nessun musulmano
abita nel quartiere e, di conseguenza, occorrerà procedere al trasporto degli
stessi;
? si aggraverebbe un problema sicurezza che, del resto, già alcune
forze politiche hanno fatto presente, recentemente, al Sig. Prefetto di
Siena;
? guardando ad altre realtà , per esempio Roma, certi centri si
collocano al di fuori dei centri abitati e in zone isolate con verde attrezzato
appositamente.
Si allega cartina della zona con relative foto.
Piantina del Quartiere dell’Abbadia interessato dalla
Costruzione del Centro Culturale Islamico
La zona colorata in giallo,
denominata piano di San Lazzaro, identifica, solo in parte, i metriquadri 3200
di area EDIFICABILE concessi in diritto di superficie per 99 anni ai Musulmani
di Siena e Provincia, per la costruzione del centro culturale islamico. L’intera
superficie per destinazione, prima della delibera del Comune, era parco
pubblico. Come ben si vede l’area concessa è letteralmente a ridosso di
abitazioni civili densamente popolate e terminate già dal 1990.

La ringraziamo per l’attenzione rivoltaci e con la quale ha
ascoltato le nostre rimostranze, certi che vorrà invitare, chi di dovere, ad una
più profonda e seria riflessione su una questione che troppo semplicisticamente
viene definita “razzismo”.
Un’ultima, ma non meno importante, osservazione: la quasi totalità dei componenti del Comitato ha votato per la maggioranza dell’Amministrazione ed il Sindaco attuale.
Colle Val d’Elsa, 10/03/04
Per il Comitato per l’
Abbadia
e-mail:comitato_abbadia_colle_ve@yahoo.it
Il Presidente
Avv.
Letizia Franceschi