Comitato per l’Abbadia
“Giù le mani dal parco”
Su di noi sono state dette
e scritte molte cose: che siamo razzisti, fascisti, rozzi ecc.ecc.
E’ giunto quindi il momento di presentarci.
Siamo un Comitato di cittadini -politicamente indipendenti , socialmente trasversali
(casalinghe, pensionati, impiegati, operai) e pertanto di diverse età-
che è sorto dietro la sollecitazione di richiedere una diversa ubicazione
della Moschea.
Il progetto attuale la colloca nel parco pubblico sito in località San
Lazzaro, cosa questa che ha generato il nostro dissenso perchè questo
quartiere – che oramai rimane uno dei pochi parchi verdi del comune colligiano-
diverrà presto oggetto di selvaggia cementificazione, creando così
nella popolazione disapprovazione e rabbia per un progetto di inserimento culturale
(o lo vogliamo chiamare indottrinamento??) in cui la stessa cittadinanza non
ha mai potuto essere veramente parte coinvolta.
Anzi questa esclusione ha generato altresì un impatto psicologico di
malcontento diffuso e generalizzato raccolto da questo Comitato.
Non condividiamo che una qualsiasi Amministrazione imponga, senza aver prima
ampiamente dibattuto, un centro culturale di questa fattispecie, che, ricordiamo,
è attualmente un’ opera sconosciuta non solo su questo territorio
ma anche nella nostra “forma mentis”.
La condivisione degli obiettivi fra amministratori e cittadini rimane l’unica
vera strada da seguire per poter effettuare un percorso così difficile
e non pensiamo che l’imposizione dall’alto possa servire a sopire
problemi, anzi contribuirà ad acuire differenti posizioni.
L’esperienza maturata “sul campo” raccogliendo firme ci ha
fatto capire che la gente è totalmente all’oscuro di ogni progetto
del Comune e si indispone quando leggono la delibera in oggetto: questo perché
non basta fare una serie di conferenze (aperte a pochi) per essere certi che
i cittadini siano concordi sulla scelta contesa.
Ma a nostro avviso è mancato anche un processo di valutazione che, partendo
da una visione “olistica” del “sistema Abbadia”, avrebbe
dovuto richiedere la ponderazione di diversi impatti settoriali quali quello
ecologico, estetico-culturale e socio-economico. Di tutto ciò non vi
è traccia.
Continueremo la raccolta delle firme della petizione, che ricordiamo, ha il
solo scopo di sensibilizzare l’ amministrazione cittadina.