2 MARZO 2006
Referendum sull'edificazione del Centro Culturale Islamico

Dal "Comitato Abbadia Giù le mani dal Parco" e dalla Lista Civica "Insieme per Colle"nasce il "Comitato per la tutela del Verde", comitato promotore del referendum sull'edificazione dell'ulteriore Centro Culturale Islamico che l'Amministrazione Comunale di Colle Val d'Elsa vuol far costruire nel Parco Pubblico di San Lazzaro nel quartiere Abbadia.

Il quesito proposto:

"Volete che venga realizzata la costruzione del centro culturale islamico con annesso luogo di preghiera nel Comune di Colle di Val d'Elsa, all'interno del parco di San Lazzaro sito nel quartiere La Badia?".

La relazione sintetica che accompagna la richiesta di referendum e giustifica il quesito la potete leggere a questo link.

La posizione della Lista Civica e del Comitato Abbadia nel Comunicato Stampa congiuto. (LEGGI)

Per quanto riguarda la posizione sul Centro Culturale Islamico della Lista Civica "Insieme per Colle" potete visitare il sito www.insiemepercolle.it.

Vi invitiamo a consultare la documentazione su l'intera questione preparata dal Comune di Colle Val d'Elsa, sul sito Ufficiale del Comune alla voce "Parco S.Lazzaro Centro culturale islamico" .

Entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta di referendum, il Comitato di Garanzia del Comune di Colle di Val d'Elsa, composto dal Difensore Civico, il Presidente del Consiglio Comunale e dal Segretario Comunale, dovrà formulare un parere da presentare al Consiglio Comunale per la votazione inerente l'approvazione del quesito referendario. Successivamente si potrà procedere con la raccolta delle firme necessarie per l'espletamento del referendum. Il numero di firme necessarie sono pari al' 8% degli elettori del Comune, che per Colle di Val d'Elsa sono circa 1300.

Ci auspichiamo che l'Amministrazione ed il Consiglio Comunale tutto vorrà affrontare il quesito referendario, permettendo così alla popolazione di esprime chiaramente e liberamente il propio pensiero. Questo referendum giunge dopo innumerevoli azioni, senza risultato, volte a coinvolgere le forze politiche nella questione della salvaguardia del Parco Pubblico di San Lazzaro.


LETTERA APERTA

Al Presidente
On. Luciano Violante

Egr. Prof. Violante

Con la presente il “Comitato per l’Abbadia” intende porre alla Vs. attenzione il profondo disagio che la cittadinanza di Colle di Val d’Elsa e del quartiere residenziale l’Abbadia manifesta verso la costruzione del Centro Culturale Islamico in detta località nel Comune di Colle Val d’Elsa (SI).
Il nostro dissenso nasce dal fatto che questo quartiere, - che rimane oramai uno dei pochi parchi verdi del comune colligiano-, diverrà presto oggetto di selvaggia cementificazione, creando così nella popolazione disapprovazione e rabbia per un progetto di inserimento culturale in cui la stessa cittadinanza non ha mai potuto essere parte veramente coinvolta.
Di più, questa estromissione ha generato un impatto psicologico di malcontento diffuso e generalizzato che si esprime in forza del nostro Comitato.
A tale proposito vorremmo sottoporLe quelli che, a nostro parere, rappresentano i punti di contrasto del progetto di realizzazione del Centro Culturale Islamico che si evincono dalla Delibera Comunale n.111 del 30.12.2003 e su cui il nostro Comitato esprime dubbi, perplessità e non di meno incredulità:
1) nella delibera emerge una evidente contraddittorietà dato che si parla confusamente di moschea e di centro culturale islamico, concetti questi che, nella nostra legislazione non combaciano;
2) è stato concesso il diritto di superficie non alla Comunità di Musulmani di Colle Val d’Elsa, ma alla Comunità “Siena e Provincia”, con ciò servendo un bacino d’utenza non solo locale, ma anche provinciale e regionale: si consideri che gli immigrati che vivono a Colle Val d’Elsa al 01.01.2004 sono circa 1203 e solo 330 sono potenziali musulmani;
3) nel corso di incontri che la popolazione residente ha tenuto con il Sindaco Sig. Spinelli, la stessa ha apertamente manifestato la propria volontà ad utilizzare il terreno per fini diversi e soprattutto la propria perplessità per la costruzione di un centro islamico, dato che in tutto il quartiere non abitano musulmani: del nostro dissenso non c’è menzione alcuna nella delibera;

4) i nostri dubbi derivano anche dal fatto che l’area in questione, precedentemente alla Variante al Piano Regolatore, era Parco verde: con la Variante è stata trasformata in Area edificabile: di più, per facilitare la costruzione del Centro, dovranno essere ulteriormente espropriati alcuni terreni confinanti, per costruire parcheggi e una strada, con ciò determinando un evidente aumento del traffico, fattore pericoloso data la vicinanza di impianti sportivi frequentatissimi;
5) vi sono perplessità quando si legge che la Comunità dei Musulmani viene assimilata ad Associazioni di promozione sociale, o ad Associazioni di Volontariato o addirittura ad ONLUS!!

Quello che però ha lasciato la nostra comunità stupefatta è il fatto che una Amministrazione abbia voluto imporre la costruzione di un Centro culturale, opera ad oggi sconosciuta sia sul territorio che nella nostra mentalità, senza prendere in nessuna considerazione la volontà della Sua cittadinanza.
La condivisione degli obiettivi rimane l’unica vera strada da seguire per portare avanti una percorso così delicato e per tale motivo non crediamo che l’imposizione dall’alto possa risolvere il problema: tutt’altro contribuirà a rafforzare i malumori e gli scontri che al momento sono solo nell’aria.
L’esperienza maturata “sul campo” della raccolta delle firme ci ha fatto comprendere come la popolazione sia totalmente all’oscuro del Progetto del Comune e manifesta per questo disagio e stupore mentre ci ascoltano leggere loro i contenuti della delibera.
Un altro aspetto grave è il fatto che oramai stiamo riscontrando un allontanamento sempre più forte della base elettorale dal Vertice istituzionale; questo contribuirà a far disaffezionare la popolazione dalle Istituzioni e dagli strumenti che ancora oggi garantiscono una vita democratica. La fiducia nelle Istituzioni è un profilo che Lei con il Vostro partito avete sempre cercato di trasmettere ai Vostri Elettori.
Ebbene noi ci siamo sentiti messi da parte in questo frangente: le Istituzioni si sono totalmente disinteressate della nostra volontà: ne è prova il fatto che ancora oggi nel 2004 il Comune di Colle Val d’Elsa non ha ancora adottato il Regolamento per lo strumento del REFERENDUM!!!
Per questo motivo l’iniziativa che abbiamo intrapreso della petizione popolare ha come obiettivo quello di “fare una volta per tutte aprire gli occhi agli Amministratori locali”: forti e fastidiose sono infatti le pressioni politiche e psicologiche che il nostro gruppo sta subendo per il solo fatto di voler esercitare un DIRITTO che la nostra Costituzione ci riconosce…. Forse sarebbe stato più opportuno e “democratico” da parte dell’Amministrazione coinvolgerci nel progetto!
Troppo rapido e “comodo” accusarci di razzismo senza ascoltare le nostre rimostranze!!

Per quanto riguarda i fatti le sottoponiamo alcune statistiche che possono far riflettere.

ELEZIONI POLITICHE CAMERA DEPUTATI SISTEMA PROPORZIONALE 2001

Ulivo
Bonino
DEMEUR
Casa delle Libertà
Di Pietro
voti validi
bianc.
nulle
votanti
elett.
Petizione firme
Badia Sud
486
13
8
136
14
657
19
8
684
752
Non ancora ultimata
%
73,97
1,98
1,22
20,70
2,13
96,07
2,78
1,17
90,96
Badia Nord
533
12
7
116
10
678
10
6
694
761
%
78,61
1,77
1,03
17,11
1,47
97,69
1,44
0,86
91,20
Totale
1019
25
15
252
24
1335
29
14
1378
1513
circa 800

Come ben si vede le firme finora raccolte vanno oltre gli schieramenti partitici. Questo significa che quando le persone vengono informate su una questione, per fortuna, rispondono obiettivamente. In qualche modo neanche può affermarsi che si tratta di uno schieramento bipartisan considerato che non abbiamo avuto il tempo di chiedere agli opposti schieramenti di influenzare la raccolta medesima. Il Comitato, per una scelta ben precisa e consapevole, non ha voluto neanche effettuare alcuna campagna stampa informativa o altro. Di conseguenza, queste sono firme spontanee, tra l’altro, raccolte senza un’organizzazione stabile.
Questi risultati ci spingono a riflettere e incoraggiano la nostra volontà a dissentire da scelte che, a nostro parere, appaiono non in linea con l’intendimento della generalità degli individui che abitano a Colle:questi sono i dubbi che più frequentemente ci sottopongono:
? la località concessa era ed è parco pubblico;
? tale località deve essere al servizio reale degli abitanti del quartiere;
? a livello urbanistico ed ambientale la struttura che si vuole effettuare non si integra minimamente con le altre costruzioni;
? la strada che si vuole realizzare intaccherebbe inevitabilmente querci secolari;
? comunque, la costruzione verrebbe collocata a distanze troppo a ridosso delle abitazioni e, sicuramente, creerebbe forti tensioni sociali in quanto le loro consuetudini religiose contrasterebbero con le abitudini quotidiane degli abitanti;
? i m.quadri concessi edificabili sono uno sproposito rispetto al fabbisogno locale;
? la viabilità conseguente crescerebbe inevitabilmente in quanto nessun musulmano abita nel quartiere e, di conseguenza, occorrerà procedere al trasporto degli stessi;
? si aggraverebbe un problema sicurezza che, del resto, già alcune forze politiche hanno fatto presente, recentemente, al Sig. Prefetto di Siena;
? guardando ad altre realtà , per esempio Roma, certi centri si collocano al di fuori dei centri abitati e in zone isolate con verde attrezzato appositamente.

Si allega cartina della zona con relative foto.

Piantina del Quartiere dell’Abbadia interessato dalla Costruzione del Centro Culturale Islamico
La zona colorata in giallo, denominata piano di San Lazzaro, identifica, solo in parte, i metriquadri 3200 di area EDIFICABILE concessi in diritto di superficie per 99 anni ai Musulmani di Siena e Provincia, per la costruzione del centro culturale islamico. L’intera superficie per destinazione, prima della delibera del Comune, era parco pubblico. Come ben si vede l’area concessa è letteralmente a ridosso di abitazioni civili densamente popolate e terminate già dal 1990.


La ringraziamo per l’attenzione rivoltaci e con la quale ha ascoltato le nostre rimostranze, certi che vorrà invitare, chi di dovere, ad una più profonda e seria riflessione su una questione che troppo semplicisticamente viene definita “razzismo”.

Un’ultima, ma non meno importante, osservazione: la quasi totalità dei componenti del Comitato ha votato per la maggioranza dell’Amministrazione ed il Sindaco attuale.


Colle Val d’Elsa, 10/03/04


Per il Comitato per l’ Abbadia
e-mail: info@comitatoabbadia.it
Il Presidente
Avv. Letizia Franceschi


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